OPICINA - OPČINE

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Storia dell'Associazione

A ridosso dell'altipiano carsico, dirimpetto allo splendido e azzurro mare Adriatico, con le spalle alle montagne imbiancate di neve che si confondono con l'orizzonte, a 340 metri d'altitudine: questo posto, definito da tutti straordinario, è il biglietto da visita di Opicina.

Il nome di questo villaggio compare per la prima volta in un documento del trecento. Paese piccolissimo, a Opicina per molti secoli la vita dei pochi abitanti si svolse tranquilla ed ignorata intorno alla minuscola cappella di San Bartolomeo. Dal settecento in poi, con l'apertura di un porto franco a Trieste e con la susseguente costruzione delle grandi strade di comunicazione (strada per Vienna, strada per l'Italia, strada per Trieste) il paese cominciò a crescere come numero di abitanti e di abitazioni, e parecchi triestini decisero di costruire qui una seconda casa, perchè l'aria era preziosamente salubre e la temperatura estiva più mite.

Nei primi anni del novecento alle suddette strade si aggiunse una straordinaria opera d'ingegneria ferroviaria: il "tram di Opicina", che tuttora è in servizio, amatissimo da tutti i triestini ed in particolar modo dagli opicinesi.

Da allora lo svilupo del paese non si fermò più!
Il logo della nostra associazione rappresenta tre icone: il cavallo, che ricorda tutti coloro che per recarsi al lavoro, scendevano all'alba a Trieste per l'erta strada, calzando zoccoli che, per il sordo rumore che facevano, venivano chiamati "cavalli". L'obelisco, eretto in onore di Francesco I Imperatore d'Austria, per aver finanziato la strada nuova per Opicina. Ed in fine il nostro caro tram.

Ma le politiche di sviluppo del Comune di Trieste non erano sempre a vantaggio del Paese di Opicina. Era il 1979, l’ANAS con il benestare del Comune di Trieste, progettava il completamento della grande viabilità triestina. Nel progetto era previsto che il tracciato di una sopraelevata passasse sopra il quadrivio della Via Nazionale, fra la SS202 e la SS58, praticamente sopra le case preesistenti.

Un gruppo di opicinesi costituì immediatamente un' associazione con la quale si oppose fermamente a questo progetto ottenendo una variante al progetto iniziale che prevedeva la circonvallazione del paese.

I soci fondatori dell’associazione, che opportunamente venne chiamata ‘per la difesa di Opicina’, erano:

Boero Cavedali Valeria, De Rossi Giulio, Fast Armando, Martinoli Antoio, Milic Giuseppe, Milic Paolo, Mugnaioni Alipio, Tommasi Augusto Ulian Pio, Vremec Dario, e Vremec Guido.

L’associazione fu legalizzata presso lo studio del notaio Gargano e, come da statuto, d'allora si occupa ininterrottamente dei problemi dell’abitato di Opicina.


Lo Statuto e L'Organigramma

Statuto della "Associazione per la difesa di Opicina"

Articolo 1 - E' costituita una Associazione Civile - apolitica, apartitica, morale, senza scopo di lucro ed a tempo indeterminato - denominata "ASSOCIAZIONE PER LA DIFESA DI OPICINA" con sede in Opicina (Trieste).
Articolo 2 - L'Associazione ha per scopo la difesa e la promozione della comunità di Opicina, Banne e Conconello, cioè della sua popolazione di diversa stirpe e lingua materna, del suo abitato e del territorio circostante, comprese le varie strutture ed infrastrutture, sia nel Comune di Trieste che in quelli dell'Altipiano, nonché quello di collaborare con organismi simili che dovessero sorgere con analoghe finalità in centri siti sull'Altipiano medesimo.

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